Montesilvano

Montesilvano
Il mare, il fiume, una casa antica

sabato 20 giugno 2009

Ma siamo sicuri che il cittadino vuole sul serio aprire gli occhi?

Nel post del 15 giugno 2009 di Beppe Grillo:
"Esistono due leggi, l'art 98 del Dpr. 30 marzo 1957 n°361 e successive modifiche Titolo VII, relativo alle elezioni alla Camera e al Senato e la legge del 25.5.1970 n. 352 che estende l'art. 98 ai referendum, che puniscono la propaganda astensionista se fatta da persone che ricoprono un incarico pubblico o da ministri di culto. La pena è la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Chiedo pertanto l'incriminazione per chi incita a non votare come la destra (Fini no perchè ha cappottato all'ultimo momento), Rutelli, il Clero e il Papa. Facciamo una pena intermedia: un anno e mezzo, due Pater Noster e un'Ave Maria per tutti." Beppe Grillo
http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=7552
Quel mesto personaggio di Leopardi ha impiegato una vita per capire che alla fine nè ideali nè razionalità, nè leggi possano portare allo svilupo coerente e responsabile un Paese. Dopo "A Silvia" e le altre sue tristi produzioni artistiche, finalmente si sveglia e comincia a lasciare il messaggio più autentico e vero, appellandosi ad ogni singolo uomo chiedendogli di essere responsabile e avveduto perchè le leggi, le pene, le regole, falliscono sempre se davanti non sono trainate da uomini saggi. Quegli uomini saggi non sono i politici, i potenti, i ministri di culto, ma siamo noi. Quello che la mia professoressa delle superiori, vecchia figlia dei fiori, chiamava messaggio antropologico, diretto all'essere, al singolo uomo, al deluso Giacomo appare l'unica strada praticabile per raggiungere la coesione e il buon vivere.
Ma come fare per praticare tale via di saggezza?
Bisogna semplicemente scegliere di imboccarla.
Ovviamente ora coloro che sono investiti del potere istituzionale sarebbero chiamati ad un compito più che fondamentale: dare il buon esempio!
Cosa significa?
Rispettare le leggi, applicare le leggi, scegliere di cambiare le leggi seguendo le regole. Essere aperti al futuro sì, ma sempre con estremo rispetto per le cariche che ricoprono.
E non mi riferisco a nessun moralismo, episodio o pettegolezzo ma sottolineo l'esigenza di rispetto, giustizia e devozione verso il solo e unico ente che decide prima di tutto chi deve ricoprire le cariche organizzative nel sistema politico in cui viviamo: il popolo sovrano.
Io capisco che chi ha conquistato il potere non è certo propenso a mollarlo, ma siamo sicuri che la strada giusta sia questa? Sono la saggezza e la comprensione per i propri simili a fare un grande uomo politico. Gli errori e le imperfezioni tecniche non sono mai gravi come la totale mancanza di quelle qualità.
Il nostro Paese sta ormai vivendo da oltre un decennio una lunga fase di deviato surrealismo politico, fatta di simboli e valori discutibili, come il denaro che non può essere il primo punto di riferimento di una società, mettendo in secondo piano l'umanità, il mutuo soccorso e il ripudio delle minoranze. No, nessuno in Italia ha frequentato scuole che insegnavano queste perversioni sociali e politiche!
Allora mi chiedo: molti di coloro che oggi rivestono una carica pubblica, investiti della responsabilità di tutti i cittadini, dove hanno studiato? Chi sono stati i loro insegnanti?
Questi docenti hanno sbagliato qualcosa!
Oppure molti di coloro che oggi detengono il potere, erano i Giamburrasca della classe?
Erano quelli che non studiavano ma venivano promossi lo stesso?
Erano quelli che avrebbero dovuto essere puniti ma l'hanno sfangata sempre?
Non si spiega altrimenti come queste persone insistono a portare avanti questo atteggiamento anarcoide e immaturo, fanciullescamente furbo nonostante siano loro stessi a ricoprire cariche statali.
Abbiamo Peter Pan e i bambini perduti in Parlamento e Capitan Uncino con tutta la truppa in Governo.
Mentre i maggior organi d'informazione si comportano da Wendy e i suoi fratelli, lasciandosi trascinare ora dagli uni, o catturare dagli altri.
E noi? Noi che ogni giorno ci carichiamo di responsabilità, impegni, preoccupazioni solo per essere sempre ligi al dovere, in regola, onesti perchè i nostri genitori ci hanno insegnato così, cosa siamo?
Il coccodrillo? Gli indiani?
No, i genitori di Wendy.
Andate a votare, sì o no, purchè non vi asteniate.
Il voto è l'esercizio di un diritto fondamentale, per ottenerlo pensate quante lotte, quante morti e soffrenza; non ascoltate chi vuole persuaderci del contrario.

L'incitamento all'astensione del voto referendario da parte di chiunque abbia un potere pubblico o di culto è punibile

Art. 98
1. Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000. (Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche)

LE DISPOSIZIONI PENALI, CONTENUTE NEL TITOLO VII DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, SI APPLICANO ANCHE CON RIFERIMENTO ALLE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE.
LE SANZIONI PREVISTE DAGLI ARTICOLI 96, 97 E 98 DEL SUDDETTO TESTO UNICO SI APPLICANO ANCHE QUANDO I FATTI NEGLI ARTICOLI STESSI CONTEMPLATI RIGUARDINO LE FIRME PER RICHIESTA DI REFERENDUM O PER PROPOSTE DI LEGGI, O VOTI O ASTENSIONI DI VOTO RELATIVAMENTE AI REFERENDUM DISCIPLINATI NEI TITOLI I, II E III DELLA PRESENTE LEGGE.
LE SANZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 103 DEL SUDDETTO TESTO UNICO SI APPLICANO ANCHE QUANDO I FATTI PREVISTI NELL'ARTICOLO MEDESIMO RIGUARDINO ESPRESSIONI DI VOTO RELATIVE ALL'OGGETTO DEL REFERENDUM.

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LA PRESENTE LEGGE, MUNITA DEL SIGILLO DELLO STATO, SARÀ INSERTA NELLA RACCOLTA UFFICIALE DELLE LEGGI E DEI DECRETI DELLA REPUBBLICA ITALIANA. È FATTO OBBLIGO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLA E DI FARLA OSSERVARE COME LEGGE DELLO STATO.
(LEGGE 25 MAGGIO 1970, n. 352 (GU n. 147 del 15/06/1970) NORME SUI REFERENDUM PREVISTI DALLA COSTITUZIONE E SULLA INIZIATIVA LEGISLATIVA DEL POPOLO. )(PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.147 DEL 15 GIUGNO 1970)

mercoledì 17 giugno 2009

Rendere omaggio agli antenati

Ho notato che in tutte le nazioni c'è, oltre all'usanza, alla religione di Stato o scelta, oltre alla tradizione, un culto molto importante che qui in Italia è troppo debole per avere la sua pregnanza: il culto degli antenati.
Come culto degli antenati non s'intende, forse molti cadono in errore, in un immobilismo sociale, assolutamente; è piuttosto il rispetto per chi ha avuto il coraggio di compiere azioni che hanno cambiato una situazione della storia insostenibile, per le donne di sapienza, a volte ingiustamente giustiziate, per chi ha dimostrato di amare la terra e le persone che la vivono, per chi ha divulgato saggezza, infine amore e rispetto per i capostipiti della propria famiglia, semplicemnte per coloro che, senza passare alla storia, hanno abitato silenziosamente la terra e l'hanno tenuta fertile per noi.
E' molto interessante dal punto di vista sociale, culturale e antropologico il culto degli antenati. Come culto non s'intende il fanatismo ma il semplice ricordo di chi prima di noi è stato qui nella casa Terra.
Non si giudicano le scelte di chi è stato in tempi diversi qui ma lo si ricorda, rendendogli omaggio con gesti di rispetto, pensieri, amore.

Ricordare chi è stato, anche senza conoscerne il nome, qui prima di noi è un atto importante, soprattutto per noi che viviamo e a volte ci sentiamo persi inglobati dal nostro ego e da quello degli altri. Pensiamo, ad esempio a chi, nella notte dei tempi, decise di fondare le prime organizzazioni sociali, ai motivi che spinsero le persone a stare vicini, collaborare, condividere.
Tornare indietro per un solo istante agli albori di quella che oggi chiamiamo civiltà, ci potrebbe aiutare a ricordare il perchè di questa esigenza e forse rispettare maggiormente gli altri senza avere la tentanzione di prevaricarli, oggi che possiamo farlo perchè ci sarebbe possibilità per tutti di vivere pienamente senza violenza.
Ad esempio prendiamo Montesilvano. In mezzo ai boschi, alle foreste, animali e fiere, temporali, catastrofi spaventavano i nostri antenati neolitici. L'istinto di cercare l'altro per migliorare la propria vita, renderla meno difficile, è insito in noi e anche loro avranno desiderato vivere con gli altri, non solo per sconfiggere le proprie paure ma anche perchè avranno capito che essere con gli altri ci rende più gioiosi e sicuri, più forti.
Pensate a quando sono arrivati dall'Anatolia gli eneolitici che hanno portato cambiamenti, miglioramenti, novità e alla paura, chiusura degli abitanti del posto che rifiutavano in parte quei cambiamenti e in parte li volevano, li ritenevano interessanti. In fatti scoppiò una sanguinosa faida tra neolitici e neolitici che dopo, non sappiamo quanti secoli, si risolse con la fusione dei due schieramenti e la loro evoluzione. Sì, perchè mentre qualcuno combatte altri fanno l'amore e mettono su famiglia e nei secoli, alla fine molti si ricordano che c'è un nemico ma non capiscono bene il motivo.
L'essere umano, alcuni esseri umani, si prodigano tanto per mantenere in piedi l'immagine di un nemico e hanno tanta difficoltà a ricordare i benefici che possono scaturire dal dimenticare i rancori del passato.
E pensate a quando l'espansione della società ha fatto sorgere l'esigenza di un'organizzazione che potesse facilitare il quieto vivere. Ma anche lì, nei secoli successivi, qualcuno, (AH! Birbanti!), ha pensato di trasformare una semplice esigenza di organizzazione per il bene di tutti in POTERE.

In balìa di questo potere, allora, gli uomini hanno cominciato a vivere diversamente. Hanno dimenticato il perchè si era deciso di condividere in una società sforzi e frutti. Vinte le paure iniziali, forse qualcuno più furbo ha ben pensato che queste paure per alcuni era bene superarle e per altri no, sempre per attrazione verso il POTERE.
Fortuna che di uomini saggi non ne sono mai mancati nella storia della TERRA.
E non mi riferisco a quelli famosi, che comunque hanno tutti fatto una fine poco gratificante, ma agli uomini e alle donne sconosciuti, che ogni giorno hanno vissuto, come viviamo noi, senza gli agi e la tecnologia odierna, ma i sentimenti e l'amore per ciò che li circondava. Persone che hanno lavorato la terra, cresciuto figli, alcuni saggi come loro, altri meno, hanno riso con gli amici, hanno meditato, hanno fatto l'amore, hanno avuto idee proprie e magari la sera andavano a dormire, nonostante tutti gli sforzi, ringraziando la vita stessa.
Bene, il culto degli antenati che in India, inIrlanda, in Inghilterra, in Francia, tra i nativi americani, si svolge è diretto a loro, a quelle persone di cui oggi non sappiamo il nome ma abbiamo da loro una grande e inestimabile eredità: quella piccola goccia di saggezza che alberga dentro noi e che loro hanno saputo custodire senza dissiparne il valore.
Grazie a quelle silenziose persone abbiamo perpetuato e tramandato i più importanti valori, pricipi e saggezza.
In Italia questo culto non c'è, addirittura si tende a cancellare anche l'identità di esimi nomi del Risorgimento!
Ricordiamoci dei consigli dei saggi, rendiamo un pensiero a chi è stato qui prima di noi e con il cuore, con parole mute, ringraziamo senza giudicare.
Guardando la storia da questo punto si scorgono solo magie del quotidiano che è arrivato in punta di piedi fino a noi. E viene da pensare solo: impegnamoci a non tradire chi ha lottato contro se stesso una vita intera solo per portare una saggezza silenziosa fatta di piccoli atti buoni e giusti.
Ognuno di noi se cerca dentro sè sente che quella saggezza è arrivata.
Questa è civiltà.

martedì 16 giugno 2009

I valori della scuola? Forse erano tutte fandonie...

A scuola t'insegnano tante cose importanti, giuste, belle, fondate sulla giustizia, il rispetto, l'amore per la natura e per tutti coloro che ti circondano. Ti insegnano ad aiutare coloro che stanno in difficoltà, a difendere i bambini, a rispettare gli anziani. Ci tengono ad insegnarti che sei un cittadino uguale agli altri, senza differenze per la nostra Costituzione di sesso, religione e etnia. Ti esortano a studiare, a sapere, a condividere.
E allora mi chiedo le persone che oggi ricoprono posti di potere dove hanno studiato?
Non sono del pianeta Terra?
Da dove provengono?
In cosa credono?
Credono in qualcosa?

Detesto le loro ciarle finalizzate a convincere noi tutti, comuni mortali, che loro hanno tutti le soluzioni ma a conti fatti esistiamo solo per fare numero ai seggi elettorali.

Senza polemiche di alcun genere vogliono solo esprimere il mio parere verso l'attuale situazione in Italia: non mi piace nessuno.
Non mi piacciono coloro che si definiscono politici, senza amare e rispettare il popolo;
non mi piacciono i giornalisti che potrebbero essere più vigili e solerti ma continuano a difendere gli interessi di chi li fa lavorare, come biasimarli con questa crisi;
non mi piacciono gli artisti che non hanno nulla da esprimere ma comunque producono senza cuore e amore solo per i soldi;
non mi piacciono i modelli di donna che appaiono nei media e lasciano intendere, dopo tanta fatica per cancellare questa cosa, che la donna deve scegliere tra due strade o santa o puttana. E la puttana comincia a battere la santa.

Non mi piace questo Paese che mi ha rubato la mia vita e il mio impegno per giocarsela alle elezioni.
Non mi piaccio io che vivo ancora qui e non ho trovato il coraggio di andare lontano.
Non mi piace la prepotenza che viviamo.
Non mi piace, soprattutto la deità del denaro che regna sovrano nella mente di tutti; un demone malvagio che si nutre della nostra ingordigia e avidità. La colpa è solo nostra, non credete?

Cerchiamo di essere creativi e spontanei. Oltreil denaro c'è la vita, c'è l'amore. Ma tanto anche l'amore oggi sono visti come un mezzo di scambio e potere. Ma nessuno può imbrigliare e comandare l'amore!
Saggezza e giustizia...
Amore, altruismo, tolleranza, amicizia, onestà...
Ma che stupidaggini che dico! Socrate lo hanno ucciso per aver tenuto fede fino all'ultimo a queste cose...