Montesilvano

Montesilvano
Il mare, il fiume, una casa antica

sabato 20 giugno 2009

Ma siamo sicuri che il cittadino vuole sul serio aprire gli occhi?

Nel post del 15 giugno 2009 di Beppe Grillo:
"Esistono due leggi, l'art 98 del Dpr. 30 marzo 1957 n°361 e successive modifiche Titolo VII, relativo alle elezioni alla Camera e al Senato e la legge del 25.5.1970 n. 352 che estende l'art. 98 ai referendum, che puniscono la propaganda astensionista se fatta da persone che ricoprono un incarico pubblico o da ministri di culto. La pena è la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Chiedo pertanto l'incriminazione per chi incita a non votare come la destra (Fini no perchè ha cappottato all'ultimo momento), Rutelli, il Clero e il Papa. Facciamo una pena intermedia: un anno e mezzo, due Pater Noster e un'Ave Maria per tutti." Beppe Grillo
http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=7552
Quel mesto personaggio di Leopardi ha impiegato una vita per capire che alla fine nè ideali nè razionalità, nè leggi possano portare allo svilupo coerente e responsabile un Paese. Dopo "A Silvia" e le altre sue tristi produzioni artistiche, finalmente si sveglia e comincia a lasciare il messaggio più autentico e vero, appellandosi ad ogni singolo uomo chiedendogli di essere responsabile e avveduto perchè le leggi, le pene, le regole, falliscono sempre se davanti non sono trainate da uomini saggi. Quegli uomini saggi non sono i politici, i potenti, i ministri di culto, ma siamo noi. Quello che la mia professoressa delle superiori, vecchia figlia dei fiori, chiamava messaggio antropologico, diretto all'essere, al singolo uomo, al deluso Giacomo appare l'unica strada praticabile per raggiungere la coesione e il buon vivere.
Ma come fare per praticare tale via di saggezza?
Bisogna semplicemente scegliere di imboccarla.
Ovviamente ora coloro che sono investiti del potere istituzionale sarebbero chiamati ad un compito più che fondamentale: dare il buon esempio!
Cosa significa?
Rispettare le leggi, applicare le leggi, scegliere di cambiare le leggi seguendo le regole. Essere aperti al futuro sì, ma sempre con estremo rispetto per le cariche che ricoprono.
E non mi riferisco a nessun moralismo, episodio o pettegolezzo ma sottolineo l'esigenza di rispetto, giustizia e devozione verso il solo e unico ente che decide prima di tutto chi deve ricoprire le cariche organizzative nel sistema politico in cui viviamo: il popolo sovrano.
Io capisco che chi ha conquistato il potere non è certo propenso a mollarlo, ma siamo sicuri che la strada giusta sia questa? Sono la saggezza e la comprensione per i propri simili a fare un grande uomo politico. Gli errori e le imperfezioni tecniche non sono mai gravi come la totale mancanza di quelle qualità.
Il nostro Paese sta ormai vivendo da oltre un decennio una lunga fase di deviato surrealismo politico, fatta di simboli e valori discutibili, come il denaro che non può essere il primo punto di riferimento di una società, mettendo in secondo piano l'umanità, il mutuo soccorso e il ripudio delle minoranze. No, nessuno in Italia ha frequentato scuole che insegnavano queste perversioni sociali e politiche!
Allora mi chiedo: molti di coloro che oggi rivestono una carica pubblica, investiti della responsabilità di tutti i cittadini, dove hanno studiato? Chi sono stati i loro insegnanti?
Questi docenti hanno sbagliato qualcosa!
Oppure molti di coloro che oggi detengono il potere, erano i Giamburrasca della classe?
Erano quelli che non studiavano ma venivano promossi lo stesso?
Erano quelli che avrebbero dovuto essere puniti ma l'hanno sfangata sempre?
Non si spiega altrimenti come queste persone insistono a portare avanti questo atteggiamento anarcoide e immaturo, fanciullescamente furbo nonostante siano loro stessi a ricoprire cariche statali.
Abbiamo Peter Pan e i bambini perduti in Parlamento e Capitan Uncino con tutta la truppa in Governo.
Mentre i maggior organi d'informazione si comportano da Wendy e i suoi fratelli, lasciandosi trascinare ora dagli uni, o catturare dagli altri.
E noi? Noi che ogni giorno ci carichiamo di responsabilità, impegni, preoccupazioni solo per essere sempre ligi al dovere, in regola, onesti perchè i nostri genitori ci hanno insegnato così, cosa siamo?
Il coccodrillo? Gli indiani?
No, i genitori di Wendy.
Andate a votare, sì o no, purchè non vi asteniate.
Il voto è l'esercizio di un diritto fondamentale, per ottenerlo pensate quante lotte, quante morti e soffrenza; non ascoltate chi vuole persuaderci del contrario.

L'incitamento all'astensione del voto referendario da parte di chiunque abbia un potere pubblico o di culto è punibile

Art. 98
1. Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000. (Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche)

LE DISPOSIZIONI PENALI, CONTENUTE NEL TITOLO VII DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, SI APPLICANO ANCHE CON RIFERIMENTO ALLE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE.
LE SANZIONI PREVISTE DAGLI ARTICOLI 96, 97 E 98 DEL SUDDETTO TESTO UNICO SI APPLICANO ANCHE QUANDO I FATTI NEGLI ARTICOLI STESSI CONTEMPLATI RIGUARDINO LE FIRME PER RICHIESTA DI REFERENDUM O PER PROPOSTE DI LEGGI, O VOTI O ASTENSIONI DI VOTO RELATIVAMENTE AI REFERENDUM DISCIPLINATI NEI TITOLI I, II E III DELLA PRESENTE LEGGE.
LE SANZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 103 DEL SUDDETTO TESTO UNICO SI APPLICANO ANCHE QUANDO I FATTI PREVISTI NELL'ARTICOLO MEDESIMO RIGUARDINO ESPRESSIONI DI VOTO RELATIVE ALL'OGGETTO DEL REFERENDUM.

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LA PRESENTE LEGGE, MUNITA DEL SIGILLO DELLO STATO, SARÀ INSERTA NELLA RACCOLTA UFFICIALE DELLE LEGGI E DEI DECRETI DELLA REPUBBLICA ITALIANA. È FATTO OBBLIGO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLA E DI FARLA OSSERVARE COME LEGGE DELLO STATO.
(LEGGE 25 MAGGIO 1970, n. 352 (GU n. 147 del 15/06/1970) NORME SUI REFERENDUM PREVISTI DALLA COSTITUZIONE E SULLA INIZIATIVA LEGISLATIVA DEL POPOLO. )(PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.147 DEL 15 GIUGNO 1970)

mercoledì 17 giugno 2009

Rendere omaggio agli antenati

Ho notato che in tutte le nazioni c'è, oltre all'usanza, alla religione di Stato o scelta, oltre alla tradizione, un culto molto importante che qui in Italia è troppo debole per avere la sua pregnanza: il culto degli antenati.
Come culto degli antenati non s'intende, forse molti cadono in errore, in un immobilismo sociale, assolutamente; è piuttosto il rispetto per chi ha avuto il coraggio di compiere azioni che hanno cambiato una situazione della storia insostenibile, per le donne di sapienza, a volte ingiustamente giustiziate, per chi ha dimostrato di amare la terra e le persone che la vivono, per chi ha divulgato saggezza, infine amore e rispetto per i capostipiti della propria famiglia, semplicemnte per coloro che, senza passare alla storia, hanno abitato silenziosamente la terra e l'hanno tenuta fertile per noi.
E' molto interessante dal punto di vista sociale, culturale e antropologico il culto degli antenati. Come culto non s'intende il fanatismo ma il semplice ricordo di chi prima di noi è stato qui nella casa Terra.
Non si giudicano le scelte di chi è stato in tempi diversi qui ma lo si ricorda, rendendogli omaggio con gesti di rispetto, pensieri, amore.

Ricordare chi è stato, anche senza conoscerne il nome, qui prima di noi è un atto importante, soprattutto per noi che viviamo e a volte ci sentiamo persi inglobati dal nostro ego e da quello degli altri. Pensiamo, ad esempio a chi, nella notte dei tempi, decise di fondare le prime organizzazioni sociali, ai motivi che spinsero le persone a stare vicini, collaborare, condividere.
Tornare indietro per un solo istante agli albori di quella che oggi chiamiamo civiltà, ci potrebbe aiutare a ricordare il perchè di questa esigenza e forse rispettare maggiormente gli altri senza avere la tentanzione di prevaricarli, oggi che possiamo farlo perchè ci sarebbe possibilità per tutti di vivere pienamente senza violenza.
Ad esempio prendiamo Montesilvano. In mezzo ai boschi, alle foreste, animali e fiere, temporali, catastrofi spaventavano i nostri antenati neolitici. L'istinto di cercare l'altro per migliorare la propria vita, renderla meno difficile, è insito in noi e anche loro avranno desiderato vivere con gli altri, non solo per sconfiggere le proprie paure ma anche perchè avranno capito che essere con gli altri ci rende più gioiosi e sicuri, più forti.
Pensate a quando sono arrivati dall'Anatolia gli eneolitici che hanno portato cambiamenti, miglioramenti, novità e alla paura, chiusura degli abitanti del posto che rifiutavano in parte quei cambiamenti e in parte li volevano, li ritenevano interessanti. In fatti scoppiò una sanguinosa faida tra neolitici e neolitici che dopo, non sappiamo quanti secoli, si risolse con la fusione dei due schieramenti e la loro evoluzione. Sì, perchè mentre qualcuno combatte altri fanno l'amore e mettono su famiglia e nei secoli, alla fine molti si ricordano che c'è un nemico ma non capiscono bene il motivo.
L'essere umano, alcuni esseri umani, si prodigano tanto per mantenere in piedi l'immagine di un nemico e hanno tanta difficoltà a ricordare i benefici che possono scaturire dal dimenticare i rancori del passato.
E pensate a quando l'espansione della società ha fatto sorgere l'esigenza di un'organizzazione che potesse facilitare il quieto vivere. Ma anche lì, nei secoli successivi, qualcuno, (AH! Birbanti!), ha pensato di trasformare una semplice esigenza di organizzazione per il bene di tutti in POTERE.

In balìa di questo potere, allora, gli uomini hanno cominciato a vivere diversamente. Hanno dimenticato il perchè si era deciso di condividere in una società sforzi e frutti. Vinte le paure iniziali, forse qualcuno più furbo ha ben pensato che queste paure per alcuni era bene superarle e per altri no, sempre per attrazione verso il POTERE.
Fortuna che di uomini saggi non ne sono mai mancati nella storia della TERRA.
E non mi riferisco a quelli famosi, che comunque hanno tutti fatto una fine poco gratificante, ma agli uomini e alle donne sconosciuti, che ogni giorno hanno vissuto, come viviamo noi, senza gli agi e la tecnologia odierna, ma i sentimenti e l'amore per ciò che li circondava. Persone che hanno lavorato la terra, cresciuto figli, alcuni saggi come loro, altri meno, hanno riso con gli amici, hanno meditato, hanno fatto l'amore, hanno avuto idee proprie e magari la sera andavano a dormire, nonostante tutti gli sforzi, ringraziando la vita stessa.
Bene, il culto degli antenati che in India, inIrlanda, in Inghilterra, in Francia, tra i nativi americani, si svolge è diretto a loro, a quelle persone di cui oggi non sappiamo il nome ma abbiamo da loro una grande e inestimabile eredità: quella piccola goccia di saggezza che alberga dentro noi e che loro hanno saputo custodire senza dissiparne il valore.
Grazie a quelle silenziose persone abbiamo perpetuato e tramandato i più importanti valori, pricipi e saggezza.
In Italia questo culto non c'è, addirittura si tende a cancellare anche l'identità di esimi nomi del Risorgimento!
Ricordiamoci dei consigli dei saggi, rendiamo un pensiero a chi è stato qui prima di noi e con il cuore, con parole mute, ringraziamo senza giudicare.
Guardando la storia da questo punto si scorgono solo magie del quotidiano che è arrivato in punta di piedi fino a noi. E viene da pensare solo: impegnamoci a non tradire chi ha lottato contro se stesso una vita intera solo per portare una saggezza silenziosa fatta di piccoli atti buoni e giusti.
Ognuno di noi se cerca dentro sè sente che quella saggezza è arrivata.
Questa è civiltà.

martedì 16 giugno 2009

I valori della scuola? Forse erano tutte fandonie...

A scuola t'insegnano tante cose importanti, giuste, belle, fondate sulla giustizia, il rispetto, l'amore per la natura e per tutti coloro che ti circondano. Ti insegnano ad aiutare coloro che stanno in difficoltà, a difendere i bambini, a rispettare gli anziani. Ci tengono ad insegnarti che sei un cittadino uguale agli altri, senza differenze per la nostra Costituzione di sesso, religione e etnia. Ti esortano a studiare, a sapere, a condividere.
E allora mi chiedo le persone che oggi ricoprono posti di potere dove hanno studiato?
Non sono del pianeta Terra?
Da dove provengono?
In cosa credono?
Credono in qualcosa?

Detesto le loro ciarle finalizzate a convincere noi tutti, comuni mortali, che loro hanno tutti le soluzioni ma a conti fatti esistiamo solo per fare numero ai seggi elettorali.

Senza polemiche di alcun genere vogliono solo esprimere il mio parere verso l'attuale situazione in Italia: non mi piace nessuno.
Non mi piacciono coloro che si definiscono politici, senza amare e rispettare il popolo;
non mi piacciono i giornalisti che potrebbero essere più vigili e solerti ma continuano a difendere gli interessi di chi li fa lavorare, come biasimarli con questa crisi;
non mi piacciono gli artisti che non hanno nulla da esprimere ma comunque producono senza cuore e amore solo per i soldi;
non mi piacciono i modelli di donna che appaiono nei media e lasciano intendere, dopo tanta fatica per cancellare questa cosa, che la donna deve scegliere tra due strade o santa o puttana. E la puttana comincia a battere la santa.

Non mi piace questo Paese che mi ha rubato la mia vita e il mio impegno per giocarsela alle elezioni.
Non mi piaccio io che vivo ancora qui e non ho trovato il coraggio di andare lontano.
Non mi piace la prepotenza che viviamo.
Non mi piace, soprattutto la deità del denaro che regna sovrano nella mente di tutti; un demone malvagio che si nutre della nostra ingordigia e avidità. La colpa è solo nostra, non credete?

Cerchiamo di essere creativi e spontanei. Oltreil denaro c'è la vita, c'è l'amore. Ma tanto anche l'amore oggi sono visti come un mezzo di scambio e potere. Ma nessuno può imbrigliare e comandare l'amore!
Saggezza e giustizia...
Amore, altruismo, tolleranza, amicizia, onestà...
Ma che stupidaggini che dico! Socrate lo hanno ucciso per aver tenuto fede fino all'ultimo a queste cose...

mercoledì 10 giugno 2009

Emidio Agostinone: l'uomo che intuì Montesilvano

La biblioteca di Montesilvano è dedicata a questo uomo, vissuto a cavallo tra l'ottocento e novecento, morto durante il periodo del fascismo. Un pedagogista più che insegnante, un ricercatore storico, più che fotografo principale della tradizione abruzzese.
Leggendo al sua biografia, accuratamente conservata in biblioteca e curata da pochi ammiratori che non smettono di ricordare e perpetuare il coraggio, l'amore, la voglia di fare nel giornalismo, in politica di Agostinone.
Un uomo politico, socialista, che contribuì alla divulgazione d'informazioni sulle condizioni dei pastori e dei contadini, soprattutto in Abruzzo, attraverso la sua assidua colaborazione con l'Avanti! a Milano, dove svolgeva il lavoro di maestro elementare.

Agostinone intuì subito che la battaglia da compiersi era diretta all'anafabetismo in Italia e fece di tutto per combatterla e debellare quello che, ancora oggi è l'ostacolo maggiore di una società civile: l'ignoranza. La sua grande lotta in politica, giustamente, nell'informazione e direttamente sui banchi di scuola fu la lotta a sconfiggere il grande nemico delle masse: l'anafalbetismo.

Ma Montesilvano non sentì di seguire i consigli di questa perla rossa che si trovò a convivere nel mare nero del fascismo che cresceva nella sua città, Montesilvano, dove si chiuse nella sua casa Natale e morì nel settembre 1933.

Agostinone, forse essendo abitante di una piccola Montesilvano di inizio '900 colse subito il problema della città: la primitiva impronta che i secoli non seppero cancellare. Nessun miglioramento s'intravedeva tra la popolazione di Montesilvano, senza istruzione, abbandonata ai campi, alla pastorizia; dove l'unica aspirazione era, giustamente un lauto salario.
Agostinone aveva capito bene che una profonda istruzione rigeneratrice, operata sin da inizio secolo, avrebbe posto le basi per una Montesilvano destinata a crescere urbanisticamente, garantendo una evoluzione culturale proporzionata.
Ma Montesilvano preferì seguire le ambizioni e fatue progettazioni delle baronie, sempre presenti nel teritorio abruzzese, che miravano al commercio e alla crescita edilizia selvaggia senza pietà per il territorio.

E così nei decenni, purtroppo, i figli di Montesilvano, per la maggior parte, prefrirono dedicarsi a costruire case di cemento ad oltranza, piuttosto che creare una città armoniosa, quella stessa città che auspicava probabilmente Agostinone nei suoi sogni utopici di montesilvanese istruito ma che non attuò, per cause a noi non pervenute ma facilmente intuibili, nel suo periodo in Parlamento.

Ed oggi come all'ora, nonostante i figli dei montesilvanesi sappiamo quasi tutti leggere, scrivere e fare i conti, quasi tutti con diploma e molti con una laurea, le cosesono reastate statiche e rivolte solo ed esclusivamente al denaro immediato. La cultura non fu un valore all'ora e non lo è oggi per Montesilvano.
Una Montesilvano, che, pur essendo intrisa di storia primitiva, al centro del mondo italico, presente nelle vicende mediovali, al confine del Regno delle due Sicilie e poi di Napoli, non riesce a conoscere se stessa, nega le sue radici e, come un adolescente problematico, è vittima delle tentazioni del mondo e vi cade in continuazione senza trarne una proficua lezione di vita.
Soggiogata dalla sua cultura prettamente cattolica, dominata da conflitti politici interinali sommessi, Montesilvano, la città delle acque, territorio amato e cercato nell'antichità dai popoli più potenti, oggi sacrifica in continuazione le sue potenzialità inseguendo l'effimera ricchezza che alla fine tocca sempre per prima alla privilegiata Pescara, cugina snob e opportunista.

La grande intuizione di Agostinone fu proprio quella di immaginare una Montesilvano legata alla tradizione e alla storia. La scelta più giusta fu proprio quella di dedicargli la biblioteca, per non dimenticare di cosa sarebbe capace un figlio di Montesilvano se solo fosse ascoltato dai suoi concittadini...

martedì 9 giugno 2009

La democrazia italiana ha "un disturbo bipolare"

Da troppo tempo si sta diffondendo un modo, poco corretto e rispettoso della democrazia, di condurre le campagne elettorali da parte dei cosidetti "partiti forti": non sprecare il tuo voto, non darlo ai piccoli partiti!
Mi è sempre sembrata una stupidità divulgata con la maligna intenzione di far fuori dai giochi ancor prima di cominciare l'avversario, magari temibile, perchè in politica rappresenterebbe una scelta diversa.

D'altro canto gli itaiani hanno mostrato in parte, di essere succubi completamente dello specchio magico che incanta con le sue bugie, e in parte incapace di capire che è in possesso del più grande strumento politico per migliorare e decidere, un vero atto libero, legale, civile e rivoluzionario: votare.

Qualcuno ha detto piagnucolando in questi giorni: ma chi voto? Sono tutti uguali!
Oppure con la tracotanza di chi è convinto di essere arrivato ad una illuminazione ha esclamato: Io non voto perchè tanto non cambia nulla!

Che sciocchezza! Possibile che ci cascate sempre! Fate sempre il gioco di chi succhia dalla vostra ignoranza e scelleratezza!
Non votare non ha avuto mai alcun vantaggio per la democrazia!
Votare i soliti appartenente alla oligarchia di potere non ha mai cambiato nulla!

Qualcuno ha ipotizzato che la democrazia ha fallito e si dovrebbe cambiare: ma che cosa dite? Perchè aprite la vostra bocca senza avere, almeno per curiosità, la minima cura di chiedervi e scoprire cosa è la democrazia?

La democrazia non è attuata:
-attraverso il clientelismo politico, perchè questo fa sì che personaggi indagati, fuorilegge, truffatori, abbiamo sempre la possibilità di rientrare, anche dopo aver contribuito alla rovina del nostro Paese.
-attraverso la preminenza assoluta di un leader, che crede di essere un princeps, unica carica fu data a furor di popolo a Ottaviano Augusto a Roma e sappiamo tutti poi cosa accadde dopo la sua morte! Tale encomio non è previsto dalla Carta Costituzionale, unica e sola carta dei valori dell'Italia.
-attraverso l'indifferenza verso le minoranze della società civile, da cui è composta.
-attraverso l'assoggettamento dei valori sociali, spirituali e morali alla economia e al commercio.
-attraverso una scuola che tralascia o addirittura relega volontariamente a ruolo marginale le fondamenta dei valori culturali.
-attraverso la diffusione che tutto deve essere immolato sull'altare del denaro e del potere.
-attraverso la diffusione di modelli che lascino pensare alla donna come individuo che non può ambire agli stessi ruoli dell'uomo senza perdere la sua femminilità
-attraverso immagini false e tendenziose che lascino credere che la donna ha il dovere di essere sempre bella e lussuriosa.
-attraverso le bugie patetiche e vergognose della meritocrazia, dell'obbiedienza cieca, del fanatismo mitizzato, della diffusione di falsi ideali, del contentino, solo per far star calmi i cittadini che hanno passato tutta la vita ad essere rispettosi e pazienti.

La democrazia non ha fallito! Siamo noi che non abbiato capito le sue fondamenta ed è per questo che per qualcuno è più facile spingerci a scardinarle.

Ma se, caro italiano, ci è rimasto un pizzico d'amore e memoria per quello che sono, sin dall'Unità d'Italia, gli obiettivi che i nostri Padri della Repubblica hanno propugnato e per essi combattuto, non credere a tutte le fandonie che oggi girano attraverso i media.

La democrazia ha i suoi rischi, ci ha avvertito Aristotele, ma tuttavia è la più alta forma di governo che una società può conquistare e non l'abbiamo attuata ancora in tutte le sue potenzialità. E sai perchè, italiano? Perchè la democrazia siamo noi. Siamo noi che dobbiamo cambiare, evolverci, capire, volere e difendere i valori della carta costituzionale. Di conseguenza cambierà l'Italia e l'atteggiamento di chi è investito di cariche pubbliche.

Per tanto chi trascura le minoranze, chi vuole convincerci con ogni mezzo di avere la verità assoluta per risolvere i problemi, chi vuole costituire una lobby formata solo ed esclusivamente da poche forze politiche, maschera un desiderio di potere con una faccia truccata da Libertà.

La Libertà è uno statodi grazia che si può vivere solo vincendo le paure più profonde e i buoni leaders lo sanno e svolgono all'interno della democrazia una funzione, non solo amministratriva, legislativa, ma soprattutto pedagogica, per educare il popolo e aiutarlo a superarle, senza temere di perdere il potere. Il buon leader di partito corre il rischio di perdere il potere perchè sa che gli obiettivi della democrazia vengono prima di se stesso e dei suoi interessi.

La democrazia è il risultato di un sincretismo politico che tiene conto delle esigenze di tutte le parti della società civile da cui è composta, e lotta affinchè il Parlamento sia costellato da tutti i suoi rappresentanti.

Perciò, italiano, difendiamo le differenze della nostra società, senza aver paura. Anche perchè in fondo, a ben pensarci, siamo tutti differenti gli uni dagli altri e se continuiamo su questa strada potremmo arrivare a non accettare i vicino di casa solo perchè tifa una squadra diversa dalla nostra...

domenica 7 giugno 2009

Le attività del quotidiano di ogni singolo

Politica, religione, moda, marketing, tutti desiderano convincerci con le loro trovate e siccome sono spesso sterili e privi di bellezza e praticità cosa fanno per vincere sulle resistenze individuali?
Usano i media.
Usano i media non tanto per informare ma per rimbambire, rallentare le sinapsi per avere i tempo di infilare le loro convinzioni, stupide, inutili e quindi dannose.

Gente non ne avete abbastanza?